In occasione del 150° dalla nascita del conte Enrico del Torso (Trieste 1876 – Udine 1955), Tissano rende omaggio all’illustre personaggio dedicandogli una mostra composta da un significativo campionario di fotografie da lui stesso scattate nel periodo della Belle époque. L’esposizione avverrà nelle sale della Villa di Tissano, proprio quella che fu la dimora di campagna del nobile, acquistata nel 1912 in vista del suo matrimonio con la nobildonna Cecilia Beretta. L’inaugurazione della mostra avrà luogo alla Villa di Tissano sabato 7 novembre, alle ore 17, alla presenza degli organizzatori, della famiglia Cecchini, attuale proprietaria della dimora storica, che ha portato avanti l’iniziativa dell’evento avvalendosi del patrocinio del Comune di Santa Maria la Longa, della Fondazione Alinari e del Craf. La rassegna sarà visitabile sino al 7 gennaio, il giorno dopo l’Epifania.
Antonino Del Torso, figlio di Enrico – 1910.

Grazie alla concessione della Fondazione Alinari, si è potuto fare ritornare temporaneamente a casa diverse testimonianze storiche, restituendo agli occhi dei contemporanei alcuni scatti esposti nella mostra e racchiusi in un elegante catalogo. Lo storico della fotografia Italo Zannier – che ci ha lasciato, novantaseienne, proprio in questi giorni – inquadra le immagini di del Torso nel contesto di quel fenomeno di fine Ottocento rappresentato dai fotografi “irregolari”, per lo più aristocratici e benestanti, appassionati dei nuovi strumenti fotografici e aperti alla modernità. “Irregolari – spiega Zannier – in quanto liberi, oltretutto, dai condizionamenti commerciali degli atelier, cui spetta un capitolo a sé stante nella storia della fotografia italiana”. Secondo lo storico del settore, l’opera fotografica del conte Enrico del Torso ha occupato uno spazio di primo piano, specialmente negli anni Venti, con le sue seducenti immagini che offrono un’idea inconsueta del Friuli, presentando in effetti l’altro Friuli, ovvero quello dolce e agiato dell’aristocrazia locale che si contrappone alla povertà contadina di questo territorio di confine più diffusamente rappresentata. L’arte fotografica attraeva questi personaggi aperti alla modernità che vi si impegnavano probabilmente anche come status symbol.
La fotografia di del Torso, come appare nella rassegna di villa di Tissano, è “il frutto di una cultura figurativa notevole, e di una curiosità ed eleganza rare, innanzitutto nel rigore della composizione e della tecnica, ma anche nella scelta dei soggetti”, afferma ancora Zannier. Quello che si vedrà nella mostra è un diario familiare contestualizzato nella dimora storica di Tissano dove il giovane nobiluomo si divertiva a ritrarre familiari e amici senza pose, nella naturalezza della vita quotidiana, per documentare il suo tempo. E la sua ambizione artistica lo portò a proporre le sue fotografie ad importanti pubblicazioni di settore della sua epoca.
Figlio del nobile Antonio del Torso e della contessa Angela Romano, Enrico si laureò in giurisprudenza a Bologna nel 1901 e si occupò di molteplici studi storici, araldici, toponomastici, epigrafici, numismatici. Alla sua morte, avvenuta a Udine nel 1955, su disposizione testamentaria dello stesso Enrico, è stata donato alla biblioteca Joppi del capoluogo friulano un enorme compendio librario relativo ai suoi molteplici studi. Successivamente, gran parte delle lastre fotografiche realizzate dal del Torso sono state donate alla fondazione Alinari di Firenze. Come detto, l’inaugurazione della mostra avrà luogo alla Villa di Tissano sabato 7 novembre e potrà essere visitata per due mesi fino al 7 gennaio prossimo.
Immagine della mostra di Tissano.

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In copertina, un autoritratto del conte Enrico del Torso fotografo “irregolare”.
